Detto fra noi questo scandalo del Burkini sarebbe tutto da ridere se non facesse piangere. Se lo avesse disegnato uno stilista francese o italiano anziché una stilista libanese saremmo tutti qui a discutere della grande rivoluzione nella moda sulla spiaggia.

Qualcuno direbbe pure che il costume integrale salverà lo sguardo da certi corpi tutt’altro che estetici. Molte donne non avrebbero più l’ansia primaverile della prova costume o della cellulite e tutto sommato anche le smagliature avrebbero vita più facile.

una-tristezza-di-costume-maxw-650 non multereste questo?

Ma allora i valori occidentali si misurano sul business dei chirurghi plastici e degli pseudofarmaci dimagranti, sulle palestre per secchette ragazzette tutte muscoli e sguardi acidi o sulla carta dei diritti dell’uomo dove indossare abiti, tagli di capelli, calzature o ciondoli di vario tipo costituiscono più una libertà che una offesa alla morale comune? Sempre che non entri in gioco la sicurezza pubblica ovviamente, ma pare evidente che non è questo il caso. Quindi: chissenefrega del Burkini evviva la libertà!

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